Gazzettino Dell'Oste

Mi piace davvero tanto osservare la gente.
Tanto quanto alla gente non piace osservare me.

Eccomi

Utente: uomotatuato
Un oste che osserva più di quanto pensa, che pensa più di quanto scrive e che scrive più di quanto osserva.

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venerdì, 24 novembre 2006
E' giunta l'ora....

Dopo qualche giorno di "silenzio" nascosto a leggere tra le righe dei post degli altri.....ritengo che sia venuto il momento di fare questo primo passo....dopo una giornata passata a sfogliare le oramai "sudate carte" dedico a Voi amici "blog-nauti" questi ultimi scampoli di lucidità"... prima di andarmi a disintegrare in un qualche bar e a tentare di mettere in pratica tutto quanto imparato negli ultimi giorni da queste pagine......

Svelo un piccolo segreto.....il perchè del mio Nickname.....che per essere pronunciato correttamente necessita della conoscenza dell'idioma in cui è stato pronunciato la prima volta.....e cioè un mantovano stretto....anche un pò biascicato....."Sà-Vòt-Fe-er"......

Ma andiamo per gradi:

Qualche anno fa...in un momento in cui cercavo disperatamente la mia identità....o forse cercavo qualcuna su cui farvi riflettere la mia identità......un Amico mi ha spinto verso la bassa mantovana alla ricerca di "esperienze nuove".....attenzione però....nulla di quanto Voi state pensando....cose molto caste....ma non troppo.....comunque in queste scorribande non si è beccato granchè....anzi......da quanto rammento proprio nulla.....!

Ma non è questo il punto saliente......,

In una di queste serate all'insegna del divertimento e del "intanto qui non ci conosce nessuno e possiamo dire e fare ciò che più ci aggrada"....sono incappato in un'avvenente cassiera di supermercato sui 35 anni....molto brillante ma un pò "sguaiata".

Dopo un primo approccio con tutte le attenzioni del caso.......la sventurata rispose: "ma sai cosa cihai te?" (cito testualmete) "Te...cihai un gran bel Sa Vòt feer......."!!!!!

Il problema è che era seria e pensava di avermi fatto un gran complimento....io stordito sono fuggito e da allora non ho mai più avvicinato donna....o quasi......!

Buona serata.  

Postato da: Savotfer a 17:54 | link | commenti (3)
la testa altrui

martedì, 21 novembre 2006
Wi-FiG (Gnocche Senza Fili)

Ho dormito al fianco di una bella donzella, stanotte.
Talvolta ancor mi riesce di procacciarmi piacevole compagnia e in queste occasioni, vantaggio dell'età, di tanti errori commessi ed esperimenti tentati, sbaglio sempre meno le mie mosse.
Sfoggiavo per l'occasione il mio nuovo impianto Hi-Fi in camera da letto. Questo ha accompagnato la serata trasmettendo musica proveniente dal mio fedele Mac situato ad oltre venti metri di distanza. La playlist musicale, accuratamente e minuziosamente studiata per distendere senza apparire stucchevole, per accompagnare le mie parole con artificiosa apparente casualità, viaggiava via etere dal computer posto nello studio fin sulle scale, oltre la porta della stanza, dentro all'amplificatore e fuori dalle casse acustiche grazie alla tecnologia wireless di cui mi sono dotato e specializzato negli ultimi giorni.
Tecnologicamente, la serata è iniziata e tecnologicamente è giunta al termine grazie allo sleep-timer con cui avevo programmato l'impianto stereo.
Stamane, al risveglio, l'acre esalazione proveniente dalle fauci della bella ragazza mi confessava ch'ella m'aveva sognato, anzi che ci aveva sognato entrambi fare sesso in compagnia di una terza persona di decisamente avvenente e di sesso femminile.
- Era una situazione strana... - m'ha sussurrato avvicinandosi al mio viso stropicciato. - Perchè eravamo entrambe tue morose.
- E andavate d'accordo, nel particolare frangente?
- Ma sì... non era male. C'è stato solo una cosa... Insomma... Tu hai finito... venendole in bocca... e io ricordo che nel sogno mi sono un po' risentita.
- Capisco. - Ho detto allungando il braccio verso il comodino per raggiungere il telecomando dell'impianto stereo.
Mentre premevo il pulsante per ridare vita all'ammasso di tecnologia sonora, ho cercato di fare mente locale. Il vuoto. Non ricordavo nulla dei miei sogni di quella notte. Mi sono avvicinato a lei, tempia contro tempia. Ancora niente. Mentre nuova musica arrivava dal mio Mac situato a venti metri di distanza,  nulla di quell'incontro, avvenuto in una mente accostata alla mia, entrava a far parte dei miei ricordi.

Postato da: uomotatuato a 14:24 | link | commenti (2)
sesso, la testa altrui

sabato, 18 novembre 2006
Risposta a "La Maledizione delle Belle Donne"

La domanda chiave per comprendere la maledizione delle belle donne è questa:

"Come vede, la donna avvenente, l'antico problema di trovare un compagno che degnamente l'aiuti alla prosecuzione della specie?"

La risposta è contenuta nella metafora della musica utilizzata nel post in oggetto: lo vede in modo certamente distorto, perchè il suo terreno di azione è quello di un mercato in cui l'offerta supera di gran lunga la domanda, così come al giorno d’oggi la proposta di musica supera di gran lunga il tempo libero per ascoltarla, approfondirla, comprenderla ed apprezzarla.

Orde di maschi di specie dissimili si propongono per ricoprire l'agognato ruolo.

Molti ci provano maldestramente e come dei Woody Allen sbagliano la prima frase, l'atteggiamento, il momento, le scarpe, il dopobarba, le mani troppo curate, poco curate, o banalmente si materializzano in quei tre quattro giorni in cui tutto è TOTALMENTE NO.

Alcuni discepoli del Barone Rosso ci provano azzeccando la prima frase, ma nei loro occhi traditori è visibile il solo obiettivo interessante: vergare un'altra X sulla carlinga del loro aereo da compattimento, portarsi a letto la supergnocca e vantarsi con gli amici. Punto.

Altri azzeccano l'approccio e non hanno gli occhi iniettati di sangue ma sono più bassi di lei e coi tacchi sembrano troppo Mino Reitano.

Qualcuno è carino carino, ma è musulmano e la scoperebbe solo vestita.

Un paio sono perfetti, sanno a tal punto come muovere gli occhi, cosa dire e cosa fare che sembrano George Clooney, sono uomini autosufficienti ed autoconsistenti, che non hanno bisogno di donne ma che sanno come valorizzarle e che certamente le scoperebbero, nude, davanti e di dietro con grande precisione.

La bella donna, assalita per anni senza soluzione di continuità dai vari Woody Allen, Barone Rosso e Mino Reitano è ormai prevenuta nei confronti del genere maschile. Lo vede troppo sfigato, troppo assatanato, troppo basso o con troppo esplosivo nel pigiama per dargli corda. A George un po' di corda e magari di passera la darebbero pure, ma quel genere di uomo le belle donne lo hanno provato da giovani e... COSI' MALE NON CI VOGLIO PIU' STARE. Insomma, soggiogata da tanta abbondanza e frequenza di tentativi di approccio claudicanti, viscidi, infidi e perniciosi, la bella donna non ha il tempo e nemmeno più la speranza che in mezzo a quel merdaio si celi il suo principe azzurro.

E invece l'uomo perfetto potrebbe essere proprio il Woody Allen, troppo timido per mostrare la sua grandezza nei primi minuti. Potrebbe essere Mino Reitano, poveretto, perché reso virtuoso dal dover sopravvivere nonostante le sue stesse miserie. Potrebbe essere il Barone Rosso, redento da un improvvisa quanto sconosciuta corrispondenza d'amorosi sensi nei confronti della sua vittima.
Potrebbe essere, forse, molto improbabilmente, perfino George Clooney ad essere lasciato andare senza il beneficio del dubbio.

Postato da: uomotatuato a 15:33 | link | commenti (4)
stati mentali, la testa altrui

mercoledì, 08 novembre 2006
La maledizione delle belle donne

Risparmiai ed acquistai il mio primo vinile, cent’anni or sono.
Lo ascoltai mille volte, al chiuso, all’aperto, in auto e con il mondo a far casino all'esterno delle cuffie. Cercai di comprendere invano le parole dei testi, poi li lessi, li tradussi e mi sforzai di dar loro un senso. Mi domandai cosa fosse passato nella testa del loro autore e ne lessi la biografia. Risparmiai ed acquistai il mio primo disco, cent’anni or sono. E mi piacque forse più di quanto non meritasse.

Un mese fa un amico m’ha passato un dischetto luminescente con dentro quattromilaottocentoventidue canzoni. Quattromilaottocentoventidue frodi al diritto d’autore. Ci son pure i pezzi di quel disco che acquistai cent’anni or sono e a pensarci la coscienza mi si scarica un poco. Ho dato un’occhiata veloce. C’era quel disco di tizio, e quell’altro di caio, quello che avevo proprio intenzione di prendere e quello di cui avevo tanto sentito parlare. C’erano tutti. O quasi. Ho ascoltato sessantasei brani in quindici minuti, quindici secondi a testa, tant’era la smania di assaggiarli tutti. Tutt’ora ci sto lavorando. Ogni giorno vago di qua e di là per quella babele musicale. Ma nessun pezzo mi piace quanto merita. E di nessun pezzo arrivo mai alla fine.

Postato da: uomotatuato a 16:14 | link | commenti (8)
stati mentali, la testa altrui

venerdì, 13 ottobre 2006
Un Gioco e un Passatempo

"Arriviamo all'albergo verso le otto. La sala da pranzo è ben illuminata, sembra ancor più luminosa del solito. Forse è il mio umore. Dopotutto, questo è un evento. Ho sempre mangiato da solo. Apriamo i menù. Le nostre teste si chinano un po' per considerare le scelte. Intorno a noi, i rumori attutiti, rassicuranti, della cena. Al centro della stanza un tavolo risplende di frutta. Accanto c'è un carrello di formaggi: bleu de Bresse, pesante e ricco, pungente come le ascelle di una donna; rocquefort, venato come marmo; i piccoli chévres nei loro involti, gruyère..."

James Salter

Postato da: uomotatuato a 15:50 | link | commenti
la testa altrui