Gazzettino Dell'Oste

Mi piace davvero tanto osservare la gente.
Tanto quanto alla gente non piace osservare me.

Eccomi

Utente: uomotatuato
Un oste che osserva più di quanto pensa, che pensa più di quanto scrive e che scrive più di quanto osserva.

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venerdì, 31 marzo 2006
Punto G

So per certo che ieri sera una donna ha detto ad un uomo:

- E' stata una bellissima serata, bella dalla A alla Z, passando per la G.

Bella frase, non è vero, da sentirsi dire? Indipendentemente dal fatto che
il famoso punto G esista o meno. A tal proposito consiglio la lettura di una
interessante disquisizione in merito scritta da una famosa blogger.

Postato da: uomotatuato a 12:54 | link | commenti
sesso, stati fisici

mercoledì, 29 marzo 2006

Segnali inequivocabili

 

- E come va?

- Credo di essermi innamorato.

- Credi o ne sei sicuro?

- Prima di uscire, stasera, mi sono strappato uno ad uno i peli dalle narici con le pinzette…

- Sei innamorato.

- Infatti…

- Beh… è una cosa bella. Non sei contento?

- Direi proprio no.

Postato da: uomotatuato a 20:34 | link | commenti (2)
stati mentali, uomo tatuato

Al Carpigian non far sapere cosa fa il cuoco con le pere

Quarantacinquenne femmina di alto lignaggio magliaro volle onorare il mio locale della sua presenza alcuni anni or sono, anni in cui la mia figura era ancora volta in un fitto, ma trascurato mistero: ultimo dei camerieri o tirapiedi di quel grufolone dello storico gestore? La madama fu fatta accomodare al tavolo d’angolo, quello con la panca imbottita, dai bombisti carpigiani bramosamente ambito e venerato come simbolo di potere nonostante (o forse grazie) la sua vicinanza con la porta del cesso. Ad accompagnarla, tre grancasse poppone e benvestite. Mi avvicino una prima volta al desco per raccogliere l’ordinazione. Ascolto nomi di otto portate non presenti sul menù ed invito allora le signore a consultare il menù stesso, consegnato loro dal cameriere, poiché appositamente redatto. Scrivo l’ordinazione e la passo allo chef. Torno poi al tavolo per informarmi a proposito del vino. Ascolto un’ordinazione di una bottiglia non presente sulla carta dei vini ed invito nuovamente le clienti a consultare la carta stessa poiché opportunamente redatta.
- Quanto me lo metti questo qui? - domanda la madama indicando uno champagne?
- La colonna del prezzo è sulla destra... è centocinquantamila lire. - le faccio ingenuamente notare.
- Va a chiedere al capo quanto me la mette... - mi ordina supponente.
Brutta spannocchiatrice! Penso mentre mi dirigo, coda fra le gambe, a consultare il mio socio.
Torno e le comunico lo sconto.
- Facciamo centotrentacinque, signora.
- Per centoventi te lo prendo!
Non sei mica al mercato, maledetta sanguisuga! Urlo fra me e me mentre annuisco riverente.
La cena prosegue senza scossoni per circa un’ora, allorché la grandama mi fa chiamare al tavolo.
- Vorrei un piatto di pere col formaggio.
- Sono spiacente, signora, ma non ho pere fresche, oggi, in dispensa.
Lei mi licenzia scocciata con un gesto della mano, ma la sfiga vuole che in quel preciso momento un cameriere stia camminando con un dessert in mano, due pere sciroppate ricoperte di cioccolato fuso.
Vedendo passare un oggetto periforme, la capra mi chiama al tavolo agitando le braccia.
- Ho visto passare delle pere, ragazzo! Non è vero che non ci sono! Portamene una sbucciata e tagliata insieme a del formaggio.
- Signora, le pere che ha visto sono sciroppate. Col formaggio non sono indicate...
Di nuovo lei mi licenzia scocciata con un gesto della mano, ma la sfiga insiste nel perseguitarmi ed  un altro cameriere passa sotto al naso della signora con le pere fumanti al cioccolato.
Presto convocato, subisco il suo sfogo. Richiamati dalla voce bianca della donna, tutti i clienti del ristorante assistono alla mia lapidazione.
- Tu mi trascuri!!! Le pere ci sono ma tu non me le vuoi portare!!!
- Sono sciroppate!!! - urlano in coro le sue commensali per farla calmare.
Io mi allontano con il sedere che fuma dal nervoso e mi dirigo deciso in cucina.
- Prendi una pera sciroppata, - ordino allo chef - togli il picciolo, sbattila al microonde fino a quando non bolle e poi fondici sopra del formaggio, per favore!
Lui mi guarda come se avessi perso il lume della ragione ma esegue l’ordine, turbato dall’imporporarsi del bianco dei miei occhi.
Pochi istanti dopo sono di nuovo al tavolo della cliente e le porgo il piatto sfoggiando il sorriso di Jack Nicholson in Shining. E’ mostruoso. Assomiglia ad un grosso glande ricoperto di sperma fumante.
Nei successivi trenta minuti ho fatto tre cose:
1) Ritrovata la calma.
2) Preparato il conto del tavolo, conteggiando la bottiglia di Champagne centocinquantamila lire.
3) Perso una cliente.

Postato da: uomotatuato a 15:33 | link | commenti (1)
gazzettino

martedì, 28 marzo 2006

Il prurito del nuovo blogger

Oggi entro in rete perchè, per ragioni ignote, mi prude il pistolino. C'è da chiedersi perchè i desideri sessuali vengano da alcuni definiti pruriti se poi i pruriti possono essere segnale che per qualche giorno è meglio pensare ad altro. Capisco invece perche si dica "grattarsela" per indicare uno stato di nullafacenza. Perchè se ti gratti, come io sto facendo ora spesso e volentieri, hai le mani occupate e non riesci a fare altro. Ecco dunque che oggi, per evitare di grattarmi troppo e per non dare ascolto alle lamentele dei miei pruriti mentali, insoddisfatti a causa dei pruriti fisici, dò inizio a questo blog.
Benvenuti

Postato da: uomotatuato a 14:26 | link | commenti (4)
stati fisici